Ingresso alla radura

Ci siamo ritrovate qui.

Come ci siamo arrivate non sappiamo; potremmo forse ricostruire alcuni passaggi, aiutarci con memorie fatte a brani (di qualche snodo abbiamo pur serbato ricordo, qualche sasso nelle tasche). Abbiamo coltivato desideri, li abbiamo perduti; li abbiamo scambiati, talvolta a nostra insaputa. Ci siamo fatte spavento e abbiamo usato lentezza, prima di riconoscerci nelle nostre forme nuove. E alla fine, alla fine di questo attraversamento, quel che ora sappiamo è quel che siamo giunte a vedere: una Radura. 

La radura è uno spazio aperto, nonostante sia assediato; è uno spazio difeso, ma non arroccato. La sua natura è ibrida. In quanto tale, si propone di ospitare lavori che abbiano doppia linfa, narrativa e saggistica. Non intende ospitare fiction in senso stretto, ma accogliere sguardi diversi che possano raccontare, insieme, realtà e bellezza.

Raccoglieremo pezzi che partono da uno spunto concreto (arte, cinema, fotografia; architettura, filosofia, letteratura; ma anche matematica, scienze, astronomia…) ma che non sono frutto di lavori accademici, rivolti a specialisti del settore. Non saranno nemmeno articoli dal taglio giornalistico. Piuttosto, saranno scintille su cui riflettere, nell’onda di una certa saggistica narrativa che viene da John Berger, Emmanuel Carrère, Marguerite Yourcenar.

Le pubblicazioni saranno accompagnate da un apparato iconografico capace di intrecciarsi al testo, significativo in se stesso e non puramente esornativo: agli artisti che ci doneranno le loro immagini riserveremo lo stesso trattamento dato ai contributori, in termini di attenzione e cura, affinché immagini e parole si chiariscano a vicenda. I lavori accolti, perciò, saranno pochi e selezionatissimi, perché il nostro scopo è quello di liberare prodotti cesellati, rifiniti, solidi. 

Speriamo, insomma, di poter raccogliere lungo la strada dei piccoli gioielli che possano permanere a lungo. Lasceremo che scorra del tempo, tra un’uscita e l’altra; lo colmeremo di approfondimenti, indicazioni, forse squarci (nessun bosco è davvero impenetrabile, dopotutto). Cercheremo, in altri termini, la durata. Sgraneremo le perle, senza accumularle. 

Partiamo ambiziose, lo sappiamo. Però: se non ora, quando?

Lavorano a In allarmata Radura Aurora Dell’Oro, Livia Del Gaudio, Antonio Russo De Vivo e Giorgia Sestilli

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