di Clara Mitola

© Michelle Pulerà
Expres
di Clara Mitola
Expres è un volume di prosa documentaria, strutturato come una raccolta di racconti dal forte impatto visuale e incentrati sulla città di Bucarest nei diversi periodi della sua storia recente, dagli ultimi anni di comunismo alla Rivoluzione del 1989, e fino alla transizione degli anni ’90 e 2000. Quello che Mihalache-Fiastru fotografa (e di cui è attento osservatore) è un mondo fragile e incerto, che teme il futuro (confuso e fosco, durante come dopo il comunismo) ed è pieno di contraddizioni, un mondo animato da una galleria eterogenea di personaggi (spacciatori, contrabbandieri, operai, affaristi, ladri di auto, dissidenti alcolizzati, organizzatori di lotte clandestine tra cani, speculatori, popi ortodossi) e situazioni. Ciò che infatti all’autore interessa davvero documentare sono le vite e le realtà marginali, le sottoculture di quartiere che durante la transizione postcomunista cambiano forma rapidamente, nate e morte quasi senza lasciare traccia di sé nel presente della città. Più concretamente, la successione dei racconti (priva di un ordine cronologico) guida il lettore attraverso una Bucarest sempre in divenire, tra i bloc in costruzione o in demolizione, nei parchi, in appartamenti per famiglie, in riva ai laghi, lungo i bulevard socialisti e le piazze centrali, per tantissime strade secondarie e in tutte le direzioni. Questa molteplicità geografica si riverbera naturalmente sui personaggi che appaiono in Expres (scollegati tra loro, anche se non del tutto), tipi umani differenti, ciascuno con un suo modo di essere e di raccontare le proprie ricette di sopravvivenza. Lo stile di Mihalache-Fiastru, spesso in bilico tra descrizione e confessione, ironico e cinico, riproduce agilmente lo slang specifico di ogni ambiente, è secco e privo di fronzoli, preciso senza indugiare in dettagli superflui, teso a riprodurre tutto in modo quanto più oggettivo, pur non nascondendo la leggera malinconia che questo mondo scomparso genera nella sua voce narrante.