di Patrizia Raveggi

© Beatrice Fanari
Dvoliki – l’importanza di essere duplice
di Patrizia Raveggi
Dvoliki1 è una raccolta di ventiquattro racconti in cui Jedrt Maležič descrive persone che percepiscono il mondo attraverso il filtro di convinzioni personali ben salde anche quando possono andare a loro discapito.
Gli “dvoliki” sono bloccati in circostanze che percepiscono come se accadessero solo a loro. Spesso si tratta di persone che stanno seriamente pensando che sia giunto il momento di mettere ordine nella loro esistenza, decisione che causa loro un ulteriore motivo per angosciarsi. Varie le manifestazioni di tale inquietudine: infatuazione infantile per un potenziale partner, educazione nevrotica di giovani amanti, ricerca del proprio posto nella gerarchia dei compagni di bevute, scollamento tra il compiacere la famiglia e la prepotenza del capo, e così via. In un certo senso, gli “dvoliki” escogitano strategie di sopravvivenza, attraverso l’auto-illusione, l’immersione nell’ossessione, la rivisitazione degli scenari di traumi del passato e, soprattutto, scaricando sugli altri la responsabilità delle proprie azioni e dei propri sentimenti.
Gli “dvoliki” non si rendono conto che per raggiungere l’età adulta e la pace interiore, a volte è necessario rinunciare a qualcosa, accettare i difetti e le imperfezioni altrui e, soprattutto, riconoscere i propri. Le storie, strutturate con sapienza e stilisticamente frizzanti, trasmettono stati psicologici complessi, ambientati in un singolo momento della quotidianità, da cui tuttavia si ricava un quadro completo della vita dei protagonisti, grazie dettagli significativi. Jedrt Maležič è implacabile nei confronti dei suoi eroi letterari. Non li perdona, non accarezza loro i capelli, non li compatisce. Devono trovare se stessi, perché è l’unico modo per crescere. Niente stampelle, niente pietà caramellosa.
- Jedrt Maležič, Dvoliki, Goga, 2023 ↩︎