Il giro di amaro. Ipertesto

di Federico Ghillino

© Alessandro Reitano

Per l’ipertesto di Giro di amaro, lasciamo la parola all’autore, Federico Ghillino che ci introduce al suo mondo creativo raccontandoci del progetto Parabola di Fera Infèri. Ringraziamo autore e editore che ci hanno concesso di pubblicarne un estratto.

Parabola di Fera Infèri

di Federico Ghillino

Parabola di Fera Infèri è un progetto duplice.

La sua prima espressione è un libro, uscito per le Edizioni Prufrock spa a maggio 2025. È un romanzo in versi che narra un colpo di stato e la successiva guerra civile che scoppia in Italia, ai giorni nostri. Segue le vicende di persone sparse in città diverse, con orizzonti e obiettivi eterogenei, che hanno in comune una sola cosa: non essere preparati a ciò che gli sta accadendo. La storyline principale segue letteralmente il titolo: è la parabola di Fera Infèri, giovane ragazza della provincia di Milano che decide di arruolarsi e partecipare ai rivolgimenti politici italiani.

Di questo arco narrativo ho realizzato una serie video, che è l’altro volto di questo progetto. Sono 16 episodi brevi dalla natura ibrida e sperimentale: ho mescolato a materiali d’archivio ottici, grafici e pittorici, delle riprese a green screen realizzate appositamente per la serie. Nel ruolo dei numerosi personaggi appaiono artisti, curatori, attori, performer e fotografi parte della comunità artistica genovese. La maggior parte della serie è stata girata a Palazzo Bronzo, spazio culturale, artist-run space e collettivo che abbiamo fondato proprio durante la produzione della serie, nel 2022.

Di seguito un estratto da Parabola di Fera Infèri, Prufrock spa Edizioni, 2025 e una puntata della serie di video legati al progetto.

La depressione di Tobia Fredioce

Ha dato una svolta letteraria alla sua vita, Tobia.
Cortana ha cambiato tante cose in lui,
l’uso di chiaro, l’intonazione, alcune perifrasi
ma soprattutto la voglia di uscire di casa,
passare del tempo con gli altri e «Non piangere
come hai fatto per mesi.» L’ha messo in croce
la morte di Miledi. A salvarlo Cortana,
ma senza volere, è successo per caso e poi
la caducità è pur sempre una certezza.
È una piccola ragazza che scrive fantascienza,
nulla di serio per stare bene, comunque – Firenze
si presta alla sua angoscia liturgica,
da passeggiate notturne, scrosciando col fiume
su un parapetto di pietra antica.
Ha strascritto della compagna, per molto
non ha pensato che a lei, ha lasciato
una pozza di vomito a terra. Che schifo.
Non riesce a entrare in confidenza
col suo stato di vedovanza.

Ha conosciuto Costante a Milano Centrale
non si parla a nessuno lì, se si deve andare.
Ma andare dove poi, lui che ormai
non aveva posti nel mondo. In stazione ci ha dormito
per giorni, non sapeva perché, non poteva
fare altro. In mezzo a tutti che vanno
ha pregato una spinta. È arrivata.
Guardalo rubizzo dal freddo lo sciocco Costante
lui che non sa niente e non pretende
se non che ci sia ancora qualcosa da sapere.
Il suo dramma non è per lo stato, di quello
si occupa egregiamente la sorella
– dove l’ha portata la sua passione
per le armi. Non riusciva a vedersi senza un grilletto
da premere. Costante Mai non ci ha riflettuto
ma con sua sorella non ha proprio nulla
da spartire. Tobia Fredioce trovò un amico
Costante un compagno. E via insieme.

Però le cose vanno sempre poco bene
se le osservi con riguardo. Loro due parlano
e si dicono fratellanze da amici, si perdonano
se mai si siano fatti del male. Cortana non c’entra, nemmeno
quella pazza di Diletta. Di due sorelle non ne abbiamo
una buona. Chissà dove sarà Diletta adesso,
divertita scribacchina che sogna un futuro.
Costante, comunque, parte – Firenze S.M.N.
ronzio del rimbombo dei megafoni, i treni
urlati fanno tragitti stranamente confortevoli.
Costante parte comunque, malgrado l’amore di Tobia
che gli fa una domanda sola per chiudere,
un questione partita a Centrale. «Costante, ma tu
che cerchi cerchi, e sali su treni e parli a persone
e interroghi e ti fai ingannare, e poi ciarli di cose
che non conosci nemmeno e vuoi ancora
più umanità nell’altro e allora ancora persone
e giri e situazioni e scossoni alle transenne
per riuscire a passare, salti ai tornelli e corse
a volte fughe ma da chi poi, dalle GALS?
Dalle femministe? Non ho ancora capito
tu da che parte stai, ma soprattutto,
tu che cerchi cerchi, ma infine,
ma tu, ma cosa cazzo vai cercando?»

Costante risponde con la mano
ma non si capisce bene il gesto.
È come il saluto da lontano
di chi parte per tornare presto.

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