di Laura Scaramozzino © Daniele Cagnetta Più che all’assassina di Profondo rosso, mia madre assomigliava a Helga Ulmann, la sensitiva. Bionda, sottile, giovane per sempre. Della madre di Carlo aveva il taglio degli occhi. Il modo in cui ci guardava mentre affettava una mela o afferrava un paio di forbici. Da bambina avevo paura dei […]