Essere Tatjana von Mossig. Ipertesto

A cura di Fabiana Castellino

Translated by Aurora Dell’Oro

[ITA] [ENG]

© lundesnombreux

L’ombra su Vienna

Come tutte le grandi città, era un insieme di cose e di circostanze irregolari, mutevoli, che scorrevano, non tenevano il passo, si scontravano, inframezzate da abissali momenti di calma; era fatta di corsie e di spazi liberi, percorsa da un pulsare ritmico, intenso, e dall’eterno disaccordo e sfasamento di tutti i ritmi: nel complesso assomigliava a una vescica, messa a bollire in un recipiente fatto del materiale duraturo delle case, delle leggi, dei regolamenti e delle tradizioni storiche.

Robert Musil L’uomo senza qualità, Milano, Mondadori, 1992

“A ogni epoca la sua arte, all’arte la sua libertà”. La Secessione viennese è un movimento artistico che si contrappose all’arte accademica e che fece di Vienna il luogo di tensione fra il nuovo e il vecchio. Il movimento fu fondato da Gustav Klimt che radunò intorno a sé diversi architetti, incisori, pittori, fra cui Egon Schiele. Lo stesso Schiele, insieme a un gruppo di studenti, contribuì nella stesura di una lettera di protesta, lamentando la soppressione della loro creatività, i cui toni richiamano le aspirazioni della Secessione.

La rottura con l’arte conservatrice viennese si manifesta soprattutto nella raffigurazione dei corpi femminili da parte di Schiele. Questi, infatti, non si limitano alla rappresentazione erotica e ideale delle donne di Klimt, né esse sono banalmente oggetto di desiderio maschile. I corpi femminili sono ritratti nel momento del cambiamento, in quella fase impossibile da circoscrivere nell’infanzia o nella maturità adulta, che determina il suo interessamento ai corpi adolescenti o della prepubertà; e che lo condurrà poi all’accusa di stupro e alla prigionia. I corpi in Schiele sono nervosi, agitati, nell’attimo prima della scissione fra ciò che era e ciò che diventerà.

Il corpo dipinto per quello che è, avulso dal desiderio da una parte e privo di una idealizzazione dall’altra, appare incomprensibile e scandaloso.

La condanna di essere sé

È chiaro che le conseguenze di questa indole creativa possono essere notevoli e purtroppo non di rado fanno apparire sbagliato ciò che gli uomini ammirano e lecito ciò che essi vietano, oppure entrambe le cose indifferenti. La vita di questi uomini della possibilità è tessuta, si potrebbe dire, con un filato più sottile, un filato fatto di fumo, immaginazione, fantasticherie e congiuntivi; quando un bambino manifesta una simile tendenza, gliela si fa passare con metodi energici e, davanti a lui, quegli individui vengono definiti visionari, sognatori, codardi e saccenti o criticoni. 

Robert Musil L’uomo senza qualità, Milano, Mondadori, 1992 

***

Ver Sacrum era il rito, presso i popoli italici e poi acquisito dai Romani, tramite il quale, per scongiurare o contrastare carestie, venivano promessi agli dèi tutti i nati nella successiva primavera. I vegetali e gli animali erano sacrificati agli dèi, mentre i nati umani, una volta raggiunta la pubertà, venivano allontanati dalla comunità di origine, per trovare nuovi e fertili territori e fondare così diverse colonie.

Il nome del rito fu acquisito dai secessionisti viennesi per dare il nome alla rivista che avrebbe promosso il movimento artistico come il nuovo territorio verso il quale gli artisti volevano condurre la società civile. La rivista, fondata da Gustav Klimt, fece uscire le sue pubblicazioni dal 1898 al 1903 e sperimentò con la commistione delle arti per la fondazione di una nuova comunità artistica. 

Shadows on Wien 

Like all big cities, it consisted of irregularities, change, sliding forward, not keeping in step, collisions of things and affairs, and fathomless points of silence in between, of paved ways and wilderness, of one great rhythmic throb and the perpetual discord and dislocation of all opposing rhythms, and as a whole resembled a seething, bubbling fluid in a vessel consisting of the solid material of buildings, laws, regulations, and historical traditions. 

(Robert Musil,  The man without qualities, vol. I, translated by E, Wilkins and E. Kaiser, London, Secker and Warburg, 1979, p. 11)

“To each age its own art, to art its freedom”. The Viennese Secession is an artistic movement which stood against academic art. Wien became the place the new and the old came to terms with each other. The movement was founded by Gustav Klimt who gathered around him several architects, engravers, painters, among whom Egon Schiele. Schiele himself, together with a bunch of students, gave his contribution to the writing of a pamphlet, protesting against the suppression of their creativity. Its contents recall the Secession’s ideals. 

The break-up with Viennese conservative art is mostly shown by Schiele representations of female bodies. In fact, neither they took up Klimt’s erotic and ideal representation of women, nor they are merely the object of male desire. The feminine bodies are portrayed on the verge of a change, in that peculiar moment which cannot be circumscribed by infancy or adulthood. This is the very reason why he is interested in teenage bodies and this is the interest which will led him to be charged of rape and to be jailed. The bodies in Schiele are nervous, restless, right before the separation between what it was and what it is going to be.  

The body, portrayed for what it is, freed from desire on one hand and deprived of an idealization on the other, appears to be incomprehensible and scandalous. 

The burden to be oneself 

It will be seen that the consequences of such a creative disposition may be remarkable, and unfortunately they not infrequently make the things that other people admire appear wrong and the things that other people prohibit permissible, or even make both appear a matter of indifference. Such possibilitarians live, it is said, within a finer web, a web of haze, imaginings, fantasy and the subjunctive mood. If children show this tendency it is vigorously driven out of them, and in their presence such people are referred to as crackbains, dreamers, weaklings, know-alls, and carpers and cavillers. 

(Robert Musil,  The man without qualities, vol. I, translated by E, Wilkins and E. Kaiser, London, Secker and Warburg, 1979, p. 12)

***

Among the ancient italic populations and then among the Romans, Ver Sacrum was the rite which averted or counteracted famines and it consisted in consecrating to the gods all the newborns of the following spring. Plants and animals were sacrificed to the gods, while the human babies, once they reached puberty, were driven away from their community to found new and fertile territories and then establish colonies.

The name of the rite was taken from Viennese secessionists to baptize the periodical which would have promoted the artistic movement, because it was considered as the new territory towards which the artists wanted to lead the society. The periodical, founded by Gustav Klimt, was published from 1898 to 1903 and experimented with the fusion of the arts to create a new artistic community.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...