Il corpo

A cura di Aurora Dell’Oro

[ITA] [ENG]

All’approssimarsi del primo anniversario di In Allarmata Radura, pare sia giunto il momento di volgere indietro lo sguardo. Con gioia e senza nostalgia. Una volta mi è stato detto che non è saggio fare bilanci se non si è sicuri di avere oltrepassato il punto di non ritorno. Memore dell’insegnamento – non mi ricordo più da chi mi sia stato impartito, ma in ogni caso le parole sono rimaste –, ho cercato di capire se questo punto sia stato, effettivamente, superato. Se, a furia di dare bracciate, abbiamo raggiunto la boa. Mi sembra di sì; a nuotare non siamo più solo in due e ogni tanto una barca a remi si avvicina per fare il tifo. Mi sembra pure che un anno di vita sia un risultato ragguardevole. Affianchiamo alla propulsione progettuale e al lavoro notturno la riflessione più pacata di chi ha superato le inquietudini della mezzanotte e si può concedere la distensione dell’alba. 

Riflettere significa tornare a quello che è stato fatto, curato, pubblicato; alle autrici e agli autori con cui abbiamo lavorato, alle artiste e agli artisti che ci hanno regalato le loro opere e a cui siamo profondamente grati. 

Pur nella loro diversità, i testi affidatici condividono certe tematiche che ne fanno gli esemplari di curiose specie di bosco, non si sa se piumate, a squame, o dotate di pelliccia. E siccome allo sguardo piace tanto scindere (per discernere) quanto raccogliere (per comprendere), ci è sembrato potesse essere un buon modo di festeggiare, questo: nominare le specie, fare un po’ d’ordine e costruire argini contro la fluidità dei tempi. 

Insieme all’ultimo Spiraglio pubblicato, La pazienza del corpo di Emanuela Canepa, abbiamo ravvisato la degna conclusione di un ciclo innescatosi proprio agli albori della rivista, con L’orizzonte del vizio. Appunti di letteratura erotica e BDSM di Livia Del Gaudio. L’attenzione nei confronti del corpo e delle sue possibili declinazioni – come pensarlo, cosa pensarne, cosa farne – ritorna poi ne Il diritto al piacere. Ripensare la pornoresistenza di Sara Verdecchia e Con le ossa rotte. L’arte di raccogliere frammenti di Giusi D’Urso. Si tratta di quattro testi che affrontano il tema da punti di vista talvolta distanti, talvolta tangenti. La narrazione professionale e personale di Giusi D’Urso osserva e riferisce ciò che comporta avere una fisicità divergente, soprattutto in relazione alle dinamiche sociali. Il racconto di Emanuela Canepa vale invece come un’offerta di pace verso quella stessa, vilipesa corporeità troppo spesso (troppo a lungo) asservita alla tirannia del ‘dover essere’. Infine, Livia del Gaudio e Sara Verdecchia indagano sulle modalità con cui i corpi possano dare di sé espressione dionisiaca: l’una prende l’abbrivio dal carteggio tra due scrittori, Anais Nin e Henry Miller, per approdare sulle coste della California anni Sessanta; l’altra si muove tra gli anfratti di un mondo decadente, a cui guarda con occhio lucido e penna sottile. 

Riproponiamo qui il link ai singoli testi, rinnovando l’invito alla lettura:   

The body

by Aurora Dell’Oro

Translated by Elisa Bonfanti

The first anniversary of In Allarmata Radura is approaching and it seems the time has come for us to slow down and look back. Joyfully and without nostalgia. Some time ago I was told it would not be wise to take stock if I wasn’t sure that the turning point was past behind me. Remembering that teaching – I can’t say where it came from, though I kept the words – I tried to understand whether this point had been overcome. Whether we reached the buoy, on account of our strokes, or not. It seems to me that we did; there isn’t only the two of us anymore and now and then a rowing boat gets close, rooting for us. Also, it seems to me that one year of life is a commendable outcome, whatever happens from now on. We combine project propulsion and night work with the calmest reflection of those who have overcome midnight restlessness and can now benefit from the relaxation of dawn. 

Reflecting means to go back to what has been done, curated, published. It means going back to the authors we have worked with, to the artists who have given us their works, to whom we are truly grateful. 

Despite their diversity, the texts we have published share certain themes that make them specimens of some odd woodland species. It is not known, however, whether they are feathered, scaly or furry. And since eyesight likes separating (to discern) what to pick up (to understand), we thought it could be a great way to celebrate this: giving the species a name, making some order and building banks against the fluidity of time. 

Together with the last published ‘Spiraglio’, The patience of the body by Emanuela Canepa, we have identified the proper conclusion to a cycle that was born right at the dawn with our magazine, a cycle that started with L’orizzonte del vizio. Appunti di letteratura erotica e BDSM by Livia Del Gaudio. The attention towards the body and its possible declinations – how to think of it, how to think about it and what to do with it – can also be seen in Il diritto al piacere. Ripensare la pornoresistenza by Sara Verdecchia and Con le ossa rotte. L’arte di raccogliere frammenti by Giusi D’Urso. These four texts all deal with the topic, sometimes from different points of view, sometimes from similar ones. Giusi D’Urso’s professional and personal storytelling observes and points out what it means to have a divergent physicality, especially when it is linked to social dynamics. Emanuela Canepa’s short story serves as a peace offering towards that vilified corporeality that has been too often (and for too long) enslaved to the tyranny of ‘having to be’. Lastly, Livia Del Gaudio and Sara Verdecchia investigate the modalities in which the bodies can show their Dionysian expression. One of them starts from analyzing the correspondence between two writers, Anais Nin and Henry Miller, so as to reach Californian shores in the Sixties; the other one moves among the ravings of a decadent world that she observes with a critical eye and a sharp pen. 

The links below will take you to the individual texts, as an invitation to read and enjoy them again:

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